PARTE SECONDA
RITRATTO DEL MINISTRO GENERALE
E DEGLI ALTRI MINISTRI
CAPITOLO CXLI
RISPOSTA DEL SANTO
A UNA DOMANDA RIGUARDO AI MINISTRI
774 188. Fu interrogato una volta
da un frate perché avesse rinunciato alla cura di tutti
i frati e li avesse affidati a mani altrui, come se non gli
appartenessero in nessun modo. «Figlio, - rispose -
io amo i frati come posso. Ma se seguissero le mie orme, li
amerei certamente di più e non mi renderei estraneo
a loro. Vi sono alcuni tra i prelati, che li trascinano per
altre strade, proponendo loro gli esempi degli antichi e facendo
poco conto dei miei ammonimenti. Ma si vedrà alla fine
cosa fanno».
E poco dopo, mentre era molto ammalato, nella veemenza dello
spirito, si drizzò sul lettuccio: «Chi sono –
esclamò - questi che mi hanno strappato dalle mani
l'Ordine mio e dei frati? Se andrò al Capitolo generale,
mostrerò loro quale è la mia volontà».
Insisté il frate: «Non cambierai forse anche
quei ministri provinciali, che così a lungo hanno abusato
della libertà?». Il Padre gemendo diede questa
terribile risposta: «Vivano pure come a loro piace,
perché la perdizione di pochi è di minor danno
che quella di molti!».
Non si riferiva a tutti, ma ad alcuni che per l'eccessiva
lunghezza di superiorato sembravano pretenderlo come eredità.
A qualunque categoria poi di superiori regolari, raccomandava
questo soprattutto: di non mutare le usanze se non in meglio,
di non mendicare né cattivarsi favori; di non esercitare
un potere, ma compiere un dovere.